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Mentre sentiamo ancora vivo il calore delle festività natalizie, l’inverno si fa strada nelle nostre città, alternando giornate fredde ad altre più miti. L’atmosfera invernale è magica: ci sentiamo più inclini all’intimità della casa, al recupero dei legami solidi e genuini, a quelle piccole, semplici, buone abitudini che scaldano il cuore.
Un libro, una storia, una favola raccontata ai nostri bimbi: tempo prezioso, che dovremmo cercare di coltivare con cura, anche nelle stagioni che ci invitano meno al raccoglimento.
Per celebrare l’inverno e la sua dolcezza, durante le “lezioni” di francese a scuola, abbiamo commentato sotto forma di fiaba, avvalendoci della magica tecnica del kamishibai, una poesia poco conosciuta di Jacques Prévert, intitolata in italiano “Canzone dell’inverno“. Il racconto è stato seguito dalla drammatizzazione, da giochi motori e dalla pittura con tempera 3d di un pupazzo di neve su cartoncino colorato.L’emozione dipinta negli occhi dei bambini ci ripaga della fatica riveniente dalla ricerca laboriosa di una modalità avvincente per catturare l’attenzione dei nostri piccoli alunni.
Quella raccontata da Prévert è una storia tanto semplice quanto tenera: il protagonista è un buffo “omone di neve” che, infreddolito perché inseguito da una scia di gelo, cerca rifugio nelle case di un villaggio. Di seguito riportiamo la traduzione in italiano e, a seguire, la versione originale in francese.
“Canzone dell’inverno” di Jacques Prévert
“Nella notte d’inverno
galoppa un grande uomo bianco:
è un pupazzo di neve
con una pipa di legno
un grande pupazzo di neve
inseguito dal freddo
Egli arriva in un villaggio
vedendo la luce
eccolo rassicurato.
In una piccola casa
egli entra senza bussare
e per riscaldarsi
si siede sulla stufa rovente
e d’improvviso sparisce
lasciando solo la sua pipa
in mezzo a una pozzanghera d’acqua
lasciando solo la sua pipa
e poi il suo vecchio cappello”.
“Chanson pour les enfants l’hiver”
Dans la nuit de l’hiver
Galope un grand homme blanc
C’est un bonhomme de neige
Avec une pipe en bois,
Un grand bonhomme de neige
Poursuivi par le froid.
Il arrive au village.
Voyant de la lumière,
Le voilà rassuré.
Dans une petite maison
Il entre sans frapper ;
Et pour se réchauffer,
S’assoit sur le poêle rouge,
Et d’un coup disparaît.
Ne laissant que sa pipe
Au milieu d’une flaque d’eau,
Ne laissant que sa pipe,
Et puis son vieux chapeau.






